Problemi alla fascia cardio: la lettura ottica come soluzione definitiva
L'argomento in questione è "la fascia cardio", questa maledetta, almeno per chi, come me, non ha mai trovato con questo strumento la pace definitiva. Ad oggi infatti, nonostante i ciclocomputer siano arrivati ad avere prestazioni stellari, la fascia cardio per alcuni rimane una brutta bestia, nel senso che è incline a smettere improvvisamente di funzionare in modo corretto, fornendo dati cardio sballati, oppure perdendo spesso il segnale senza motivo apparente. E ciò anche quando la fascia è relativamente nuova. Il che risulta abbastanza assurdo visto che è uno strumento presente sul mercato da oltre trent'anni, e che quindi dovrebbe aver raggiunto la piena affidabilità e maturità.
Già altri blogger prima di me hanno affrontato il problema, alcuni in modo molto dettagliato e tecnico. Tra tutti l'articolo di The Running Pitt mi sembra quello fatto meglio, ma si limita, di fatto, a dare alcuni consigli per i problemi alla fascia legati alla scarsa sudorazione nei mesi invernali, oppure alle interferenze elettrostatiche che alcuni indumenti tecnici possono generare. In buona sostanza, quindi, problemi dei mesi freddi, che se effettivamente sussistenti possono essere risolti con i consigli che gli autori forniscono.
La mia esperienza, tuttavia, va oltre questi casi. I problemi che ho avuto con le fasce non sono imputabili al freddo, o comunque non sono mai riuscito a risolverli con i consigli più diffusi e sebbene sia capitato più volte che questi insorgano con l'arrivo del freddo (ma non solo), soltanto la sostituzione della fascia ha consentito di risolverli.
Tra l'altro i problemi relativi alla scarsa umidificazione si risolvono facilmente. Mi è accaduto spesso che la fascia non trasmettesse o trasmettersse dati errati perchè asciutta. In genere accade d'inverno, oppure quando, dopo averla indossata, trascorre molto tempo prima di salire in bici (ad esempio in gara, dove tra i preparativi e la partenza spesso passa oltre mezz'ora). In questi ultimi casi te ne puoi accorgere anche dalle sensazioni tattili: gli elettrodi sembrano incollarsi alla pelle, di fatto eliminando quello strato umido che serve alla trasmissione. In tali casi basta sollevare momentaneamente la fascia dal torace o, nei casi più "gravi", bagnarla leggermente (anche con un pò di saliva in mancanza d'altro) e la trasmissione riprende regolarmente.
Il che rende quasi ovvia una prima considerazione:
1) Se la fascia "soffre il freddo" (scarsa sudorazione e/o interferenze elettrostatiche), dovrebbe farlo anche se nuova, o comunque appena sostituita, mentre dovrebbe ricominciare a funzionare regolarmente negli allenamenti indoor, dove la sudorazione è abbondante e l'abbigliamento è estivo.
Invece ho più volte potuto riscontrare che, comparsi i problemi e provate le più svariate soluzioni (dall'inversione della batteria all'utilizzo del Gel Conduttore alla sostituzione dell'abbigliamento, ecc.), soltanto la sostituzione della fascia mi ha consentito di risolvere il problema, usandola poi tranquillamente per tutto l'inverno. In tal senso anche l'uso del gel per l'elettroconduzione è stato per me una farsa. Se la fascia funziona lo fa senza se e senza ma, è l'ho spessissimo utilizzata senza prima inumidirla anche in pieno inverno (tra l'altro vivo in Calabria, dove la parola "freddo" assume significati sui generis), mentre una volta che inizia a dare problemi non c'è gel che tenga.
Attualmente sono utilizzatore Garmin, passato dal 520, poi 820, ora 830, mentre il mio primo smartcomputer GPS è stato il Bryton 530. Con tutti questi dispositivi ho avuto problemi legati alla fascia cardio. All'inizio funziona regolarmente, poi dopo circa 6/8 mesi, cominciano i problemi.
Dato il costo relativamente alto (minimo 50 euro per i brand più noti), prima di provvedere alla sostituzione ho provato svariate soluzioni proposte nei vari forum e blog, senza successo o con successo parziale, nel senso che i problemi, quando si risolvono, lo fanno per un paio di uscite e poi ricominciano.
Anche la manutenzione c'entra poco, a mio avviso. Ho avuto problemi sia con fasce lavate ogni 7-10 volte (come prescritto da Garmin) e sensori mai lavati, sia con fasce lavate con acqua e bicarbonato ogni tanto, sia con fascia e sensore lavati regolarmente con acqua corrente dopo ogni uscita (il che tra l'altro mi pare l'opzione più logica ed igienica) ed asciugati accuratamente. La fascia, in particolare, uso tamponarla delicatamente con un asciugamano di spugna, che assorbe l'acqua in eccesso, riducendo sensibilmente il tempo di asciugatura completo ed evitando la corrosione delle parti in metallo, mentre soffio via l'acqua dai bottoni a clip della fascia e del sensore.
Nulla che abbia consentito di andare oltre i 10 mesi di vita. Al momento in cui scrivo ho comprato la quarta fascia Garmin Premium in due anni, nella versione attuale "Dual" (cioè BT e ANT+) che ha mandato in pensione la fascia precedente, la quale aveva manifestato problemi, inizialmente risolti per un mesetto sostituendo l'elastico e anche la batteria ad ogni buon fine, che quindi era nuova, ma poi ripresentatisi.
Altro giro, altra fascia, altri 60 euri! La domanda è sempre la solita: quanto durerà?
Per inciso, i problemi che si presentano sono gli stessi riscontrati da moltissimi utenti, ovvero interi minuti, spesso coincidenti con sessioni di allenamento ad alta intensità, nei quali il dato relativo all'HR è sballato, spesso largamente sottostimato, oppure mancanza totale di segnale, oppure ancora pulsazioni alle stelle in discesa.
Il problema è che i difetti si sono sempre manifestati molto prima della fine della vita utile del prodotto, addirittura molto prima che si ponesse il problema di sostituire la batteria (in tal senso è evidente che la sostituzione della batteria è uno dei primi controlli che ho sempre fatto, sebbene difficilmente in sei mesi si possa scaricare una pila 2032, fatta per garantire 400 ore di utilizzo. Personalmente nel 2019 ho pedalato per poco più di 520 ore, dunque con una batteria dovrei coprire buona parte dell'anno, inoltre nessuno dei Garmin che ho avuto ha mai segnalato la batteria scarica del sensore cardio, cosa che invece ha fatto con gli altri sensori.
Alla luce dell'esperienza che ho "maturato" sul comportamento delle fasce cardio, specialmente Garmin, posso formulare le seguenti ulteriori considerazioni:
2) Il funzionamento delle fasce cardio, per quanto semplice, è soggetto a possibili "interruzioni" nella trasmissione del segnale, che si traducono nei "vuoti" presenti nel grafico a fine allenamento. Esse dipendono essenzialmente dall'efficienza delle condizioni di conduzione del segnale elettrico del cuore attraverso la pelle, si possono presentare con tutte le fasce e costituiscono un dato normale finchè limitate ad una o due nel corso di tutto l'allenamento e della durata di meno di un secondo. Parlo di dato normale in quanto le ho potute riscontrare anche in allenamenti altrui con altre fasce di altre marche, ma non sono un fatto generalizzato. In condizioni di funzionamento normale (cioè in assenza di difetti della fascia) è ben possibile che l'allenamento venga registrato senza vuoti o che, addirittura, qualcuno non li abbia mai riscontrati.
3) I sensori Garmin a bottone (dunque escludendo le fasce HRM RUN, TRI e SWIM che non ho mai provato), almeno fino all'attuale versione DUAL (cioè con trasmissione BT e ANT) della quale non so dirvi perchè appena comprata, sono soggetti a malfunzionamenti dopo un certo periodo. Tali malfunzionamenti consistono in un difetto di trasmissione del segnale al ciclocomputer, difetto che, a sua volta, si traduce o in una perdita del segnale molto frequente, oppure nel mostrare un valore di HR non reale (in genere ampiamente sottostimato, specie in condizioni di sforzo elevato, oppure molto elevato in condizioni di riposo). Il motivo di questo malfunzionamento non è chiaro. Da quello che ho potuto riscontrare l'impressione è che il sensore, una volta che inizia a manifestare problemi, abbia difficoltà a rilevare i dati forniti degli elettrodi della fascia e, di conseguenza, trasmetta al computer dati errati o non trasmetta affatto.
Ho escluso i problemi alla fascia grazie a numerose prove, nelle quali ho abbinato sensore vecchio a fascia nuova e viceversa e tutte le volte in cui ho avuto problemi, il nuovo sensore utilizzato sul vecchio elastico ha sempre funzionato regolarmente.
4) I malfunzionamenti di cui sopra non sono generalizzati. Alcuni utenti, che definisco "attenti al problema" non li hanno mai riscontrati, mentre altri, che definisco "totalmente tolleranti" utilizzano la fascia in un modo tale da non rendersi conto dei problemi. Mi riferisco ad utenti che non badano all'analisi specifica dei dati e che, di conseguenza, non si accorgono dei vuoti nel grafico. Al più possono accorgersi della mancanza del segnale sul display in alcune circostanze, ed anche in tal caso non si lamentano, tollerando il problema o giustificandolo in vario modo (es. con la scarsa sudorazione).
5) I sensori associabili al ciclocomputer, a causa probabilmente della qualità dell'hardware, sono soggetti a interruzioni di funzionamento tanto repentine quanto ingiustificate. Mi è infatti capitato che anche il sensore di cadenza smettesse improvvisamente di funzionare senza preavviso, anche in questo caso la sostituzione della batteria, oltre che inutile perchè non ha risolto il problema, sarebbe intervenuta troppo presto rispetto alla normalità e, sempre facendo riferimento alle esperienze condivise sui forum, sono numerosissimi gli utenti che hanno avuto problemi simili con i vari sensori. Ribadisco che la mia esperienza specifica è limitata a Garmin, ma non escludo di ritrovarmi in situazioni simili con altre marche (ho avuto esperienza anche con sensore HR Bryton difettoso di fabbrica e sostituito).
Le superiori considerazioni si traducono in una estrema frustrazione, dovuta al fatto che stiamo parlando di prodotti che variano dai 50 euro della fascia premium agli 80 della versione RUN, che ero in procinto di comprare ma ho sempre evitato, nel timore di spendere soltanto più soldi. Di fatto, una volta che il problema si manifesta, non esiste un modo per risolverlo in modo definitivo. I vari tentativi, quando hanno sortito effetti lo hanno fatto per brevissimo tempo e Garmin in tal senso non fornisce alcuna spiegazione davvero utile.
L'unica vera soluzione è quella di avere due fasce, in modo da poterne mandare una in assistenza non appena si manifesta il problema e utilizzando l'altra in sostituzione. Ma ovviamente è una "non soluzione".
Vi aspettavate la soluzione definitiva per risolvere il problema senza sostituire la fascia? Mi dispiace, non esiste! Almeno per chi, come il sottoscritto, ha litigato ab origine con le fasce cardio.
Tra l'altro con gli altri sensori la diagnosi è immediata: basta accendere il ciclocomputer e verificare se si connette al sensore e se, una volta connesso, riceve il segnale mentre ruotano le pedivelle o la ruota, prova che può essere fatta tranquillamente in garage ed il cui esito sarà risolutivo nello stabilire se il sensore funziona oppure no, magari dopo aver provato a sostituire la batteria.
La fascia cardio, invece, è molto più subdola! La indossi a casa, accendi il garmin e tutto funziona regolarmente. Esci in allenamento e per i primi 20 minuti funziona. Poi, mentre stai facendo una HIIT massimale in salita, butti un occhio al display e scopri di avere i BPM di Alberto Contandor! E non c'è calendario che tenga. Si aggiunge, pertanto, una ulteriore considerazione:
6) Mentre, in genere, un bravo sensore di cadenza che decide di morire dopo un mese, MUORE E BASTA, la fascia cardio ti prende per i fondelli. E prima di aver maturato una sufficiente esperienza al riguardo per stabilire che puoi solo buttarla (o, meno impulsivamente, mandarla in assistenza), hai fatto 3 o 4 uscite "di prova" che ti avranno solo fatto perdere tempo e per le quali avrai dati cardio inattendibili.
La verità è che i problemi delle fasce o si risolvono immediatamente con l'umidificazione degli elettrodi o la sostituzione della batteria indicata come scarica, oppure significa che la fascia non è più affidabile, e anche se apparentemente funzionante in condizioni controllate (divano di casa), non garantisce il funzionamento nelle condizioni nelle quali esso è richiesto, cioè durante il training.
La conclusione di questo post potrebbe, dunque, apparire frustrante, però non tutto è perduto!
In questi giorni, infatti, mi sono ricordato del sensore cardio a lettura ottica Polar OH1 e ho deciso di buttare altri 60 euro per provare questa diversa tecnica di rilevazione dell'HR.
Il sito Polar, nella sezione blog, contiene vari articoli che descrivono il funzionamento di questo sensore e i differenti presupposti tra la lettura ottica e quella basata sull'attività elettrica del cuore che è alla base delle fasce cardio.
Per questa ragione non mi dilungherò sul punto, magari riservando una versione italiana della recensione del Polar OH1 ad un articolo apposito.
Quello che qui mi preme sottolineare è che questo strumento si sta candidando fortemente ad essere la soluzione definitiva per i problemi legati alle fasce cardio.
Al momento lo sto ancora testando, utilizzandolo sia come unico sensore associato al Garmin, sia in modalità Stand Alone (l'OH-1 è in grado di registrare autonomamente la frequenza cardiaca, anche senza essere associato ad uno strumento come un ciclocomputer o uno smart watch, il che lo rende fortemente idoneo anche per eventuali misurazioni notturne), ma le prime impressioni sono più che positive!
Il sensore appena acceso inizia a prendere la frequenza e inviarla con precisione al Garmin sin dai primi secondi, mentre non è raro che la fascia, anche nuova e perfettamente funzionante, debba in qualche modo assestarsi.
Recentemente, tra l'altro è stata messa in commercio una versione aggiornata, dotata anche di trasmissione ANT+ (prima era solo BT), che lo rendono compatibile praticamente con ogni ciclocomputer.
La principale differenza tra una fascia e l'OH-1 sta nel fatto che questo non è soggetto ai problemi dovuti all'umidificazione. Si indossa e stop, senza il rischio che la pelle si asciughi, o che le cariche elettrostatiche degli indumenti possano falsare la lettura o che altri fattori "misteriosi" possano incidere sulla corretta trasmissione/generazione del segnale.
E ciò, aggiunto all'estrema sovrapponibilità dei dati rilevati dai due sistemi, rende affidabile l'OH-1 anche sotto questo punto di vista.
I due grafici, relativi allo stesso allenamento, mostrano la perfetta sovrapponibilità dei dati. La diversità alla fine è dovuta al fatto che il Garmin (grafico sopra) è stato spento appena sceso dalla bici, tra l'altro con arrivo in salita, mentre l'OH-1 ha continuato a registrare fin dentro casa, avendo il tempo di percepire il calo di HRM dovuto al relax.
Alla luce di tutto questo sono arrivato alla conclusione che la lettura ottica, sebbene basata su presupposti diversi è affidabile tanto quanto quella delle fasce. Questo lo sto riscontrando giorno per giorno analizzando i doppi dati, sebbene la Polar si curi, correttamente, di evidenziare quelle che "potrebbero" essere le problematiche di questo sistema in alcuni casi (ad esempio la presunta minore reattività della lettura ottica alle variazioni repentine della frequenza cardiaca, come nel caso delle HIIT, cosa che, però, io non ho assolutamente riscontrato).
Va verificata la durata e l'affidabilità nel tempo ed il discorso batteria va tenuto in considerazione per gare molto lunghe o dopo molti cicli di ricarica, ma su questo potrò dirvi più in là. Per il momento ho riscontrato una precisione ed una immediatezza di lettura che non ha nulla da invidiare ad una fascia perfettmente funzionante. E' anche più comoda da indossare, sebbene questo non fosse mai stato un problema per me, e molto più versatile, potendo essere collocata praticamente ovunque (la recensione di Cicloturismo riferiva di averlo testato semplicemente inserendolo sotto il pantaloncino, sopra la coscia!).
Il sensore, inoltre, può essere acceso appena prima della partenza e spento in caso di lunghe soste, per risparmiare batteria in caso di lunghe sessioni (ma con 10-12 ore di autonomia problemi non ce ne sono, a meno di non dimenticarsi di ricaricarlo).
Molto comoda la possibilità di registrare stand alone, cosa che ben si presta all'utilizzo per misurazioni notturne, se necessarie. Il tutto con la comodità della sincronizzazione con Polar Flow e la relativa app per smartphone.
In base a quanto ho potuto riscontrare fino ad oggi, pertanto, consiglio l'OH-1 a chiunque abbia problemi seriali con le fasce cardio.
Saluti!




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